Vaccini: tra fonti ufficiali e obiezione di coscienza

Vaccini: tra fonti ufficiali e obiezione di coscienza

In una delle newsletter recentemente inviate abbiamo chiesto a voi genitori di suggerirci argomenti che vi sarebbe interessato approfondire.

Ci è stato proposto di affrontare quello dei vaccini.

Di grandissimo rilievo negli ultimi anni all’interno del dibattito pubblico, è un tema che ci sentiamo di trattare con estrema cautela. Non è nostra intenzione, e non è nelle nostre possibilità, fornire pareri e raccomandazioni a riguardo. Solo i genitori, nell’esercitare liberamente e responsabilmente il proprio ruolo, possono compiere scelte che riguardano la salute dei propri figli.

Ci teniamo però a fornirvi quelle che abbiamo ritenuto buone fonti, dove potrete approfondire la vostra informazione in materia e farvi un’idea più completa. Qualora abbiate da suggerircene di ulteriori che potrebbero essere utili ad altri genitori come voi, non esitate a segnalarcele!

Vi raccomandiamo, da ultimo ma non meno importante, di parlarne sempre con il vostro medico di fiducia. Conoscendo voi e i vostri bambini sarà lui la persona più indicata a chiarire i vostri dubbi e le vostre perplessità in merito.

A sostegno delle vaccinazioni

L’ OMS

L’OMSOrganizzazione Mondiale della Sanità, è un soggetto di diritto internazionale nato all’interno dell’ONU nel 1946:

È l’autorità internazionale che dirige e coordina le politiche di salute internazionale all’interno delle Nazioni Unite.

Oms – Cosa Facciamo

All’interno del suo sito vi è un’ampia sezione dedicata ai vaccini, con sotto sezioni specifiche per le diverse regioni mondiali (noi apparteniamo alla Regione Europea). È possibile trovarvi  informazioni di carattere generale sui vaccini, altre di carattere più tecnico e inoltre pubblicazioni scientifiche specifiche a sostegno delle politiche vaccinali.

Il Ministero della Salute

Forse non tutti sanno che le politiche vaccinali variano di paese in paese anche all’interno della stessa regione OMS.

Per l’Italia il punto di riferimento è il sito del nostro Ministero della Salute, in particolare nella sezione dedicata alle vaccinazioni dell’infanzia. Vi troverete le indicazioni delle vaccinazioni considerate obbligatorie (difterite, tetano, poliomelite ed epatite B) e di quelle raccomandate. Tutte le vaccinazioni contenute nel calendario vaccinale sono gratuite. Potete trovarlo qui.

Ad ogni modo le modalità di somministrazione delle dosi dei vaccini (in formulazione singola, o combinata) possono variare di regione in regione, per cui è bene informarsi presso il centro vaccinale della propria ASL.

In favore dell’obiezione di coscienza

Sempre più, anche in relazione alle vicende raccontate dalla cronaca negli ultimi anni, è andato crescendo il fronte a sostegno di una maggiore libertà vaccinale.

Una fonte esaustiva di quella che può essere considerata la contro-informazione sul tema è il COMILVA, Coordinamento del Movimento Italiano per la Libertà nelle Vaccinazioni. Sul loro sito è possibile trovare approfondimenti sulla sicurezza e l’efficacia delle vaccinazioni, sui danni da vaccino, su cosa fare e come comportarsi in caso non si volesse vaccinare il proprio bambino.

 

Speriamo di avervi dato qualche spunto utile e che la vostra scelta possa essere serena, non influenzata da inutili allarmismi e comunque, a questo punto, un po’ più consapevole.

6 Comments so far:

  1. Andrea ha detto:

    mi permetto di sottolineare che non c’e’ informazione e controinformazione; piuttosto c’e’ scienza e cialtroneria, o informazione corretta e disinformazione.

    • Chiara De Leonardis ha detto:

      Gentile Andrea,
      come rispondiamo anche ad Antonella, non è nostra intenzione dare maggiore o minore rilevanza ad una posizione piuttosto che ad un’altra o giudicarne l’autorevolezza. Di fatto ciascuna delle fonti riporta con trasparenza studi e pubblicazioni a sostegno delle proprie tesi, la cui valutazione non può competerci, ma che possono essere oggetto di approfondimento con il proprio medico di fiducia.

      Piuttosto l’intento è quello di invitare i nostri lettori a leggere, ad informarsi e a valutare le fonti con capacità critica per poi, ancora una volta è bene sottolinearlo, parlarne con il proprio medico.

      Ogni scelta che riguarda i propri figli è impegnativa: che si tratti di salute, educazione o alimentazione siamo chiamati ad una presa di posizione che non è mai neutra, e comporta un’assunzione di responsabilità totale.
      Per questo è importante non dare nulla per scontato a priori, ma farsi un’idea vagliando le varie fonti.

      Lo stesso approccio scientifico parte dalla problematizzazione delle ipotesi di partenza: riteniamo giusto porsi in un atteggiamento di ricerca per trovare risposte ai propri interrogativi.

  2. antonella ha detto:

    trovo sinceramente assurdo dare spazio e visibilità alle campagne anti vaccino, mettendo sullo stesso piano l’OMS e il ministero della salute con un sito in cui ancora si insinuano correlazione tra vaccino e autismo (totalmente smontate dai dati scientifici). Su questi temi meglio tacere se non si è in grado di capire che non tutte le opinioni sono leggitime su temi tecnici come questo: in gioco non c’è solo la salute del bambino non vaccinato ma di tutte quelle persone (bambini e non) che non potendosi vaccinare devono affidarsi alla comunità per essere protetti da malattie anche molto pericolose. Se la comunità non è immunizzata quelli che rischiano sono i più deboli.

    • Chiara De Leonardis ha detto:

      Gentile Antonella,
      non è nostra intenzione dare un giudizio definitivo su un argomento come questo.
      D’altra parte non riteniamo giusto partire dal presupposto che sia meglio tacere a priori su temi come questi: è proprio in questi casi che bisogna interrogarsi ed approfondire. Questo innanzitutto per rapportarci ai medici, che sempre rimangono il punto di riferimento, con maggiore consapevolezza e stimolati a porre loro le domande che riteniamo opportune.

      Come da premessa, non era nelle nostre intenzioni dare maggiore o minore risalto alle campagne pro o contro le vaccinazioni.
      Il fatto di aver citato fonti di natura diversa, in qualche modo le pone sì su uno stesso piano. Ma non in quanto ad autorevolezza, piuttosto per sottoporle entrambe ad un giudizio critico, senza che vengano date per scontate a prescindere.

      • Andrea ha detto:

        Non potete sottoporre al giudizio critico un argomento come questo, per 2 motivi:
        1-non tutti sono in gradi di comprendere temi come questi. Nel vostro caso, mettete dei genitori nella condizione di valutare argomenti di cui spesso non conoscono nulla.Social network e cialtroni fanno il resto.
        2- nella scienza non esistono opinioni. Si puo’ discutere di politica, di posti per fare le vacanze…ma non di temi come i vaccini. C’e’ una verità scientifica ritenuta corretta dalla stragrande maggioranza degli studiosi in materia, poi ci sono pochissimi negazionisti che lucrano sull’ignoranza delle persone; nella scienza i cialtroni contano per le “quote” che rappresentano, quindi circa lo 0,000x%. Nel vostro articolo invece contano almeno il 30%. Ecco questo non è corretto e porta sulla cattiva strada chi, fidandosi della bellezza e professionalità del vostro progetto, magari è portato a credere che anche sui vaccini possiate esprimere un’opinione autorevole.

        • Chiara De Leonardis ha detto:

          Andrea, ti ringraziamo per gli apprezzamenti verso il nostro servizio.
          Ci teniamo a chiarire ancora una volta che non era alcuna intenzione vantare un’autorevolezza, che non abbiamo, su questo tema; tantomeno approfittando della credibilità ottenuta attraverso il nostro rigoroso lavoro per propagandare la tesi antivaccinista a scapito di quella in favore dei vaccini.

          Semmai questa sia stata l’impressione, lo ribadiamo, non era nelle nostre intenzioni, come peraltro abbiamo premesso all’inizio del post.L’articolo non voleva indurre le persone a dare maggiore credito all’una piuttosto che all’altra. Nasceva semplicemente in risposta alle domande di quei lettori che, rispondendo ad una nostra newsletter, ci avevano esplicitamente richiesto di approfondire anche l’altro aspetto della questione. Farlo citando delle fonti ci sembrava il modo più corretto e neutrale per rispondere, però, ad uno specifico bisogno di informazione. Ci siamo molto interrogati in redazione sul modo più corretto di farlo, e questa ci è sembrata la soluzione più equilibrata.

          Ci permettiamo solo di dissentire garbatamente sul fatto che sarebbe più corretto non affrontare temi come questo, dal momento che potrebbero esserci persone non in grado di comprenderli. E’ nostra speranza, invece, fornire a tutti uno spunto proprio per documentarsi, approfondire e discutere i propri dubbi nelle sedi opportune.

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