Asili nel bosco per insegnare all’aperto

Asili nel bosco per insegnare all’aperto

Nel post precedente abbiamo parlato di come ripensare gli spazi studio all’interno della scuola o della propria casa, fornendovi anche qualche spunto originale per arredare la loro cameretta.

Ma se non vi fossero interni da arredare? Se lo studio si svolgesse prevalente all’esterno, fuori da una classe?

Insegnare all’aperto sembra una trovata d’avanguardia.

In realtà potremmo definirla un’esperienza “vintage” (ricordate Rousseau e il suo Emilio?!?).

Fortunatamente recuperata, attualizzata e declinata opportunamente a seconda dei contesti in cui viene riproposta.

Le caratteristiche dell’ insegnamento all’aperto

Un forte legame col territorio

Se si apprende all’aperto vuol dire che i bambini si calano appieno nel contesto in cui la scuola (base di partenza per le loro esplorazioni) sorge.

Intorno ad essa boschi, parchi, siti archeologici o anche gli stessi contesti urbani, vengono vissuti come ambiente di apprendimento a 360º, e tutto ciò che è intorno può essere lo spunto per parlare di storia, chimica, fisica, arte… Ogni materia viene studiata con un approccio esperienziale che rende i contenuti molto più piacevoli da apprendere e da ricordare.

Il bambino è soggetto nell’apprendimento

Siamo abituati a pensare le lezioni scolastiche come un rapporto in cui il docente trasmette i contenuti allo studente. In realtà l’approccio pedagogico utilizzato in queste scuole, anziché fare del bambino l’oggetto dell’apprendimento, ne fa il protagonista, un co-costruttore di sapere, che condivide con i suoi pari e anche con gli adulti.

Il bambino è portatore e costruttore di intelligenza propria, e se noi siamo pronti ad accreditarlo modificheremo molti dei nostri rapporti con lui. E anche la scuola si adeguerà ad un bambino che è fornitore costante di prove e di richieste e di ricerche intelligenti.

Loris Malaguzzi

Si lavora sugli stessi obiettivi richiesti dal Ministero

Si è portati a pensare che in questo tipo di scuole non si tenga conto dei programmi e delle direttive ministeriali, data l’informalità della “lezione”. In realtà ciò che cambia è la didattica, la modalità di insegnamento.

Non ci sono libri, si impara dal contesto. Non ci sono pagelle, si apprende ad autovalutare il proprio operato ed apprendimento. I contenuti e la verifica delle competenze restano fondamentali, vissuti però in un clima costruttivo ed estremamente gratificante per il bambino.

I vantaggi dell’ apprendimento all’aperto

Una crescita nell’autonomia e nell’autostima

I bambini che crescono in un ambiente libero si rendono conto molto più facilmente dei propri limiti e delle proprie forze. Li sperimentano quotidianamente senza che i timori dei genitori pongano un freno alla loro voglia di misurarsi con se stessi, sebbene ovviamente ci siano adulti responsabili al loro fianco.

Una spiccata creatività e lo sviluppo di competenze di problem solving

L’ambiente è il primo maestro e fornisce ai bambini tutti i materiali loro necessari per realizzare le storie che amano inventare e tradurre in realtà.

Una socialità ricca e poco conflittuale

Il clima che si crea nel gruppo è collaborativo, non basato su dinamiche di competizione. I bambini apprendono ad essere empatici in maniera naturale, imparando a gestire le proprie emozioni e instaurando relazioni positive con i loro amici e con gli adulti.

Una salute di ferro

Stare all’aria aperta fa bene anche alla salute!

Mentre nel chiuso di una stanza i virus e i batteri si diffondono con grande facilità, la vita all’aria aperta rafforza il sistema immunitario, stimola il metabolismo, aiuta a scaricare lo stress attraverso l’attività fisica. E poi, quando sono felici, i bambini sono anche più sereni ed equilibrati da un punto di vista emotivo.

Un caso di successo


L’Asilo nel Bosco e la Scuola nel Bosco di Ostia Antica sono le due facce di una stessa medaglia. Accolgono rispettivamente i bambini in età da asilo e quelli del ciclo scolastico delle elementari.

Sono un esempio di successo tra le scuole all’aperto che negli ultimi anni sono sorte in Italia, riscuotendo più volte l’attenzione della stampa nazionale.

Oltre all’insegnamento, la loro attività è dedicata alla formazione di educatori, insegnanti, professionisti nel settore dell’education e di genitori desiderosi di scoprire una pedagogia nuova.

A conclusione del ciclo di post che abbiamo dedicato a ciò che innova la tradizionale idea di scuola, la loro storia racconta come sia possibile sperimentare anche all’interno della scuola pubblica.

Cosa stupisce veramente i bambini che la frequentano? Ve lo lasciamo dire da Paolo Mai, che l’ha fondata e vi insegna quotidianamente:

Cio’ che fa stupire di piu’ i bambini sono le scoperte quotidiane che la natura offre loro con abbondanza. Cio’ che li rende felici è sentirsi amati, perchè chi si sente amato dispensa amore in giro e, come dice una ricerca recente di Harvard, il segreto della felicità sono le relazioni ricche ed amorevoli.

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