I capricci dei bambini: un consiglio rivoluzionario dall’Inghilterra

I capricci sono la naturale espressione del bambino per esprimere disagio.

A volte, per combattere i capricci, si ricorre alla fermezza. Altre, alle dolcezza condita di coccole. Altre è sufficiente ignorarli.

È’ fondamentale, però, essere consapevoli che la strategia valida con un bambino non lo è per un altro.

I capricci possono sfociare in una vera e propria crisi di urla e battiti di piedi se non siamo in grado di capirlo.
In nostro aiuto, validi esperti in psicologia infantile e pediatri spiegano e forniscono consigli.

La teoria di un comportamentista anglosassone di animali domestici, Pat Moore, ha creato scalpore nel consigliare di adottare le medesime tecniche che si applicano nell’ educare i cani.

Infatti, Moore sostiene che cuccioli di animale e cuccioli d’ uomo non sanno  come ci si debba comportare ed è per questo motivo che occorre fornire loro un campionario di regole.

Queste andrebbero impartite con frasi brevi, chiare, accompagnate principalmente dalla mimica facciale e dal tono della voce.

Moore precisa che ciò non deve significare urlare ordini. La voce deve essere semplicemente ferma, decisa senza che trapeli rabbia.
Certo, il paragone tra bambini e cani/gatti lascia perplessi ma è stato riscontrato che la tesi vanta valida credibilità.

Molti di noi conoscono le basi di un addestramento canino. La regola principale non è la punizione quando l’ animale sbaglia ma il premio quando il suo comportamento è giusto. Questo principio è valido, secondo molti pedagogisti, anche per i bambini piccoli.

Pat Moore lo definisce “rafforzamento positivo”: meglio prevenire che curare.
Il comportamentista inglese esorta a non esagerare con i premi per i comportamenti giusti perché il premio, se troppo frequente, perde la propria importanza.
La morale di questo suggerimento è che parliamo di educazione e di scelte annesse. Non dobbiamo pensare che Moore ci abbia regalato un consiglio per affrontare un capriccio ma che dobbiamo riflettere sul nostro sistema di essere genitori.

L’educazione deve essere insegnata con medesima educazione che richiede dolce fermezza e deve essere gratificata quando viene recepita.

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